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31 ott 2016

"La maschera della libertà", svelato il primo capitolo e un assaggio del secondo...

«Dopo il successo de "L'ultimo passeur", Enzo Iorio torna sul tema dei migranti con un racconto ironico e a tratti grottesco, per invitarci a riflettere su un'amara verità.» In anteprima, il primo capitolo e un assaggio del secondo...


LA MASCHERA DELLA LIBERTÀ
Un racconto di Enzo Iorio

In memoria di Mjmelet 

- 1 -
Ventimiglia, 1 novembre 2016, ore 10.

Erano spariti tutti. Dalla sera alla mattina.
Dei 975 migranti che affollavano il centro di accoglienza di Ventimiglia fino al giorno prima, non ce n’era neanche più uno.
Le autorità, che nelle comunicazioni informali tra di loro definivano senza mezzi termini l’evento sconvolgente e misterioso, in attesa di trovare spiegazioni plausibili da dare in pasto ai media, avevano provveduto a sbarrare i cancelli della struttura di accoglienza e avevano sguinzagliato un paio di funzionari per tenere a bada i giornalisti con informazioni di prammatica.
Fuori dal cancello, il cronista di un network nazionale, collegato in diretta con lo studio centrale, fissò meglio l'auricolare che lo teneva in contatto con la redazione e si rivolse alla telecamera:
- Sì, confermo quanto avete anticipato ai nostri telespettatori; i migranti sembrano essere letteralmente spariti nel nulla. Un silenzio irreale incombe sull'intera struttura e c'è grande sconcerto tra gli operatori. A noi giornalisti viene impedito di varcare il cancello di ingresso per non meglio precisati “motivi di privacy” ma abbiamo saputo da fonti ben informate che questa mattina non si è presentato neanche un ospite in refettorio. Abbiamo chiesto al signor Bianchi, uno dei responsabili del centro, di raccontare ai nostri telespettatori che cosa è successo.
Il cronista rivolse il microfono a un uomo in giacca e cravatta:
- Ehm, al momento posso confermare solo quello che già sapete. Stamattina nessuno degli ospiti del campo si è presentato per la colazione.
- Vi risulta che sia in atto uno sciopero della fame?
- No, assolutamente. Non abbiamo avuto nessuna informazione relativa a proteste.
L’auricolare del cronista gracchiò.
- Dallo studio chiedono dove si sono raccolti i migranti, visto che hanno disertato la sala colazioni.
- Al momento non lo sappiamo... Stiamo facendo accertamenti…
- Gira voce - incalzò il giornalista - che attualmente nel campo non sia presente alcun migrante. Come se fossero tutti spariti improvvisamente. Può confermarlo?
- Come ho già detto stiamo effettuando delle verifiche…
L’auricolare gracchiò di nuovo.
- Dallo studio mi dicono che secondo le informazioni in nostro possesso sembra che anche gli altri luoghi utilizzati solitamente dai migranti come punti di assembramento siano deserti. Il piazzale antistante la stazione ferroviaria di Ventimiglia per esempio è tornato ai flussi precedenti l'emergenza, così come la spiaggia alla foce del fiume Roja. Insomma sembrerebbe che in città non vi siano più migranti. Può confermarlo?
- Non posso confermare, non abbiamo notizie al riguardo.
- Un’ultima domanda: si sa che tutti gli ospiti del centro erano intenzionati a raggiungere la Francia. Avete contattato le autorità francesi per sapere se sono stati registrati movimenti oltre frontiera?
- Su questo punto posso essere più preciso perché ho parlato personalmente con il capitano Buchon che sovrintende alla vigilanza di Ponte San Luigi e di Ponte San Ludovico il quale mi ha confermato che non si sono verificati movimenti anomali né durante la notte, né stamattina. La situazione appare - sue testuali parole - "calme et ennuyeux".

Intanto all'interno del centro, in uno dei locali destinati a dormitorio, il responsabile in capo alla struttura di accoglienza era impegnato in una concitata conversazione telefonica con il vice ministro.
- Le garantisco che abbiamo controllato bene. Era l’alba quando i miei uomini si sono accorti che c'era qualcosa di strano e da quel momento hanno iniziato a perlustrare tutto il campo. L’hanno rivoltato come un calzino ma non hanno trovato un ospite che sia uno. Spariti tutti! Puf! Come dice? No, nei centri di accoglienza per i richiedenti asilo è tutto regolare. Insomma sono spariti solo quelli che non volevano rimanere in Italia. Sì, certo, polizia e carabinieri stanno setacciando la zona ma a quanto pare non hanno niente da segnalare. Insomma, le dico, un mistero. Certo, la informerò non appena ci saranno novità.
Riattaccò, ma non riuscì a scacciare dalla mente alcuni titoli che già da qualche ora imperversavano sui social media. Uno dei più condivisi diceva “Ventimiglia, nella notte di Halloween spariscono 1000 migranti dal centro di prima accoglienza. Il ministro chiede l’intervento di Harry Potter”. Bestemmiò a denti stretti, pensando a quanto fosse dannatamente idiota quell'accostamento tra Halloween e la situazione che si era venuta a creare.



- 2 -
Mandelieu-la-Napoule, 31 ottobre 2016, pochi minuti prima di mezzanotte.

In macchina erano in quattro. Marylin era seduta accanto a Gandhi, il guidatore, e stringeva i denti per non urlare. Quelle maledette piaghe sulla schiena le provocavano ancora dolori lancinanti. Ustioni da carburante. “Hai preso la malattia dei gommoni, figlia mia,” le aveva detto il medico del primo soccorso la notte che era scampata all’inferno “ne porterai i segni per tutta la vita”. Avevano impiegato sei ore a spogliarla per curare le bruciature lasciate da quel mix micidiale di nafta e acqua di mare. La pelle veniva via a brandelli. Ma almeno era viva. [continua...]

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