31 ott 2016

"La maschera della libertà", un racconto per Halloween

«Dopo il successo de "L'ultimo passeur", Enzo Iorio torna sul tema dei migranti con un racconto ironico e a tratti grottesco, per invitarci a riflettere su un'amara verità.»


LA MASCHERA DELLA LIBERTÀ
Un racconto di Enzo Iorio

In memoria di Mjmelet 

- 1 -
Ventimiglia, 1 novembre 2016, ore 10.

Erano spariti tutti. Dalla sera alla mattina.
Dei 975 migranti che affollavano il centro di accoglienza di Ventimiglia fino al giorno prima, non ce n’era neanche più uno.
Le autorità, che nelle comunicazioni informali tra di loro definivano senza mezzi termini l’evento sconvolgente e misterioso, in attesa di trovare spiegazioni plausibili da dare in pasto ai media, avevano provveduto a sbarrare i cancelli della struttura di accoglienza e avevano sguinzagliato un paio di funzionari per tenere a bada i giornalisti con informazioni di prammatica.
Fuori dal cancello, il cronista di un network nazionale, collegato in diretta con lo studio centrale, fissò meglio l'auricolare che lo teneva in contatto con la redazione e si rivolse alla telecamera:
- Sì, confermo quanto avete anticipato ai nostri telespettatori; i migranti sembrano essere letteralmente spariti nel nulla. Un silenzio irreale incombe sull'intera struttura e c'è grande sconcerto tra gli operatori. A noi giornalisti viene impedito di varcare il cancello di ingresso per non meglio precisati “motivi di privacy” ma abbiamo saputo da fonti ben informate che questa mattina non si è presentato neanche un ospite in refettorio. Abbiamo chiesto al signor Bianchi, uno dei responsabili del centro, di raccontare ai nostri telespettatori che cosa è successo.
Il cronista rivolse il microfono a un uomo in giacca e cravatta:
- Ehm, al momento posso confermare solo quello che già sapete. Stamattina nessuno degli ospiti del campo si è presentato per la colazione.
- Vi risulta che sia in atto uno sciopero della fame?
- No, assolutamente. Non abbiamo avuto nessuna informazione relativa a proteste.
L’auricolare del cronista gracchiò.
- Dallo studio chiedono dove si sono raccolti i migranti, visto che hanno disertato la sala colazioni.
- Al momento non lo sappiamo... Stiamo facendo accertamenti…
- Gira voce - incalzò il giornalista - che attualmente nel campo non sia presente alcun migrante. Come se fossero tutti spariti improvvisamente. Può confermarlo?
- Come ho già detto stiamo effettuando delle verifiche…
L’auricolare gracchiò di nuovo.
- Dallo studio mi dicono che secondo le informazioni in nostro possesso sembra che anche gli altri luoghi utilizzati solitamente dai migranti come punti di assembramento siano deserti. Il piazzale antistante la stazione ferroviaria di Ventimiglia per esempio è tornato ai flussi precedenti l'emergenza, così come la spiaggia alla foce del fiume Roja. Insomma sembrerebbe che in città non vi siano più migranti. Può confermarlo?
- Non posso confermare, non abbiamo notizie al riguardo.
- Un’ultima domanda: si sa che tutti gli ospiti del centro erano intenzionati a raggiungere la Francia. Avete contattato le autorità francesi per sapere se sono stati registrati movimenti oltre frontiera?
- Su questo punto posso essere più preciso perché ho parlato personalmente con il capitano Buchon che sovrintende alla vigilanza di Ponte San Luigi e di Ponte San Ludovico il quale mi ha confermato che non si sono verificati movimenti anomali né durante la notte, né stamattina. La situazione appare - sue testuali parole - "calme et ennuyeux".

Intanto all'interno del centro, in uno dei locali destinati a dormitorio, il responsabile in capo alla struttura di accoglienza era impegnato in una concitata conversazione telefonica con il vice ministro.
- Le garantisco che abbiamo controllato bene. Era l’alba quando i miei uomini si sono accorti che c'era qualcosa di strano e da quel momento hanno iniziato a perlustrare tutto il campo. L’hanno rivoltato come un calzino ma non hanno trovato un ospite che sia uno. Spariti tutti! Puf! Come dice? No, nei centri di accoglienza per i richiedenti asilo è tutto regolare. Insomma sono spariti solo quelli che non volevano rimanere in Italia. Sì, certo, polizia e carabinieri stanno setacciando la zona ma a quanto pare non hanno niente da segnalare. Insomma, le dico, un mistero. Certo, la informerò non appena ci saranno novità.
Riattaccò, ma non riuscì a scacciare dalla mente alcuni titoli che già da qualche ora imperversavano sui social media. Uno dei più condivisi diceva “Ventimiglia, nella notte di Halloween spariscono 1000 migranti dal centro di prima accoglienza. Il ministro chiede l’intervento di Harry Potter”. Bestemmiò a denti stretti, pensando a quanto fosse dannatamente idiota quell’accostamento tra Halloween e la situazione che si era venuta a creare.



- 2 -
Mandelieu-la-Napoule, 31 ottobre 2016, pochi minuti prima di mezzanotte.

In macchina erano in quattro. Marylin era seduta accanto a Gandhi, il guidatore, e stringeva i denti per non urlare. Quelle maledette piaghe sulla schiena le provocavano ancora dolori lancinanti. Ustioni da carburante. “Hai preso la malattia dei gommoni, figlia mia,” le aveva detto il medico del primo soccorso quella notte che era scampata all’inferno “ne porterai i segni per tutta la vita”. Avevano impiegato sei ore a spogliarla per curare le bruciature lasciate da quel mix micidiale di nafta e acqua di mare. La pelle veniva via a brandelli. Ma almeno era viva. Temeva invece il peggio per Rukiya, la sua gemella, che non aveva più  rivisto sulla nave che l’aveva tratta in salvo insieme ad altri 200. L’aveva pianta per settimane, fino a quando non aveva saputo che sua sorella era stata salvata da un’altra imbarcazione ed era riuscita a raggiungere la Francia. Da allora per Marylin era ricominciata la fuga, stavolta non più dagli stupri e dalle crudeltà dei Janjaweed, i demoni a cavallo che le avevano ammazzato genitori e fratelli, ma dai centri di riconoscimento italiani. Lei non voleva essere identificata perché questo l’avrebbe costretta a rimanere da sola in Italia mentre il suo obiettivo era quello di ricongiungersi a Rukiya che in territorio francese aveva ritrovato una zia e due cugine. Mancava poco per riabbracciarle.
- Pipì, - disse sottovoce il piccolo Einstein.
- Two minutes, baby, - rispose Ghandi, in un inglese stentato, ma che ai suoi occasionali compagni di viaggio sarebbe risultato sicuramente più comprensibile del suo nigeriano.
Sui sedili posteriori dell’automobile sedevano Che Guevara, che teneva sulle ginocchia il piccolo Einstein, e Madre Teresa, i soli superstiti di una famiglia eritrea di sei persone. La donna disse qualcosa al bambino e lui annuì vistosamente col capo.
Marylin si voltò a cercarne lo sguardo e le parve di cogliere un sorriso in quei piccoli occhi. Un sorriso triste che la riportò con la mente ai suoi fratellini. Avevano più o meno la stessa età quando erano stati bruciati vivi insieme ai genitori.



- 3 -
Ventimiglia, tre giorni prima.

Angela Merkel e Matteo Renzi stavano in piedi davanti allo specchio, spalla a spalla, e facevano inchini, gestacci e sberleffi. Poi cominciarono a spintonarsi a vicenda, a tirarsi schiaffi e calci. Infine arrivò una testata…
- Ahi, mi hai fatto male.
- No, TU mi hai fatto male.
I due ragazzi si sfilarono le maschere. Mirko si accasciò sul pavimento in modo spettacolare, come solo lui sapeva fare. Mattia prese a massaggiarsi la fronte in maniera forsennata. Poco dopo ridevano a crepapelle. A undici anni bastano pochi secondi per riprendersi da questo tipo di incidenti.
- Queste della Merkel e di Renzi sono le peggiori, sembrano delle buste di plastica, disse Mirko.
- Con quella miseria che le abbiamo pagate non potevamo aspettarci niente di meglio. Aggiunse Mattia.
- Però ce ne sono alcune fatte veramente bene, per esempio quella di Reagan e quella di Mao.
- Secondo me le migliori sono quella di Elvis e quelle dei Blues Brothers. Comunque vanno benone tutte, anche se sottili, per quello che servono…
- Già. Dai, apriamo anche le altre buste. Siamo in ritardo. Monica mi ha detto che tutti gli altri hanno già consegnato il kit.
I due undicenni erano alle prese con il pacco n. 9, l’ultimo dei dieci giunti dalla Repubblica Popolare Cinese. Conteneva uno stock di cento maschere assortite in lattice-gomma, tutte con difetti di fabbricazione e perciò svendute in blocco a un prezzo incredibilmente basso. La settimana precedente i ragazzi le avevano acquistate con una carta prepagata su un sito web cinese, scovato in seguito a una ricerca per immagini; si erano ritrovati sullo schermo degli esemplari di maschere fantastiche ma per decifrare gli incomprensibili ideogrammi cinesi e per concludere l'acquisto, avevano dovuto ricorrere al traduttore automatico di Google. Il sito diceva “Bellissime maschere realistiche dei personaggi della politica, della musica e dello sport in lattice-gomma, che coprono interamente la vostra testa! Visualizza 1-10 di 60 risultati”. E anche: “Che tu voglia essere Primo Ministro o Maradona o Elvis Presley, non è un problema con le nostre maschere. Disponiamo di una fantastica varietà di maschere dei personaggi più amati ed odiati dal pubblico…”. E poi la pagina con le offerte speciali: “Eccezionale occasione per i vostri parties mascherati. 100 articoli assortiti di seconda scelta ad un prezzo incredibile!!!”.
Era lo stesso bazar on line al quale si erano rivolti anche i compagni di classe di Mirko e Mattia, destinatari degli altri nove pacchi di maschere.



- 4 -
Tre settimane prima.

Classe 1B della scuola media "Umberto Eco", ore 11.05, lezione di Cittadinanza e Costituzione.
- Va bene così, siete stati bravissimi, ma la prossima volta dovremo cercare di fare meno rumore. Magari al piano di sotto qualche classe potrebbe essere impegnata in una verifica e noi non vogliamo certo distrarli…
La professoressa M***** aveva un tono calmo e pacato, ma altrettanto autorevole e convincente. Pochi istanti prima aveva dato agli alunni il permesso di spostare tutti i banchi in fondo all’aula e di sedersi in circolo. Si era scatenato un mezzo finimondo; 27 undicenni impegnati a riorganizzare il setting didattico di una normale aula scolastica mettono a dura prova l’apparato uditivo e il sistema nervoso di un adulto, ma secondo la prof era un’operazione necessaria a rendere i ragazzi più partecipi e responsabili. Adesso il cerchio era perfetto e tutti gli alunni pendevano dalle sue labbra. Lei estrasse bloc-notes e matita dalla tasca posteriore dei jeans e avviò la lezione con quella che sui manuali di pedagogia didattica veniva definita domanda-stimolo.
- Pensate a un problema che vi sta a cuore personalmente e che abbia attinenza con Cittadinanza e Costituzione e proponete voi una domanda.
Non era un compito facile. La prof era perfettamente consapevole di trovarsi in mezzo ad allievi che solo fino a pochi mesi prima erano bambini di quinta elementare, ma in un mese di scuola aveva avuto modo di accertarsi che avevano ricevuto un buon orientamento già nel precedente ciclo di istruzione.
- Perché i migranti non possono andare in Francia?
La domanda, semplice e diretta, era stata formulata da Raoul, alunno ripetente di origine sudamericana, definito da alcuni insegnanti “indolente e con interessi avulsi dalla scuola”.
La prof annotò qualcosa sul blocchetto.
- Io lo so. Ne abbiamo parlato l'anno scorso in quinta nel giorno della memoria, in collegamento alla persecuzione degli ebrei. - Era Giada, brunetta, divoratrice di romanzi fantasy dalle cinquecento pagine in su.
- Sì è vero, - fecero eco diverse voci, - anche noi ne abbiamo parlato.
- Bene, - fece la prof, - allora qualcuno vuol provare a rispondere a Raoul?
I successivi cinquanta minuti filarono via tra schemi alla lavagna, testimonianze dirette, dubbi, ipotesi e proposte. Si parIò dei migranti morti lungo la ferrovia o nel tentativo di percorrere l'autostrada, di quelli che, pur essendo riusciti a oltrepassare la frontiera, erano stati fermati dopo pochi chilometri e "restituiti" a Ventimiglia... I ragazzi che alzavano la mano per intervenire si susseguivano a un ritmo tale che una di essi ricevette l’incarico di stilare la lista delle prenotazioni.

La professoressa M***** non poteva immaginare che la discussione si sarebbe riaccesa quel pomeriggio, in orario extra scolastico, nella chat della classe, tassativamente preclusa agli adulti.
- Facciamo qualcosa per aiutarli? - aveva scritto Rebecca nel gruppo “1B-TheBest” e in un paio d’ore gli smartphone di tutti i ragazzi della classe erano diventati roventi. Alla consueta gara pomeridiana di gossip, parolacce e fantasiose sconcezze su genitori e professori, si era sostituito un inesauribile torrente di post su un tema che col trascorrere del tempo andava via via incanalandosi in quello che all’ora di cena era un argomento ormai assodato e univoco, sintetizzabile con il seguente titolo: come aiutare i migranti bloccati a Ventimiglia a raggiungere la Francia?
Ora, per amor di verità, bisogna dire che non tutti i ragazzi erano mossi da finalità benevole, una certa percentuale portava il proprio contributo per un altro motivo. Lo esplicitò Luca:
- Non se ne può più di vedere Ventimiglia invasa dai migranti mentre nessuno fa niente. E poi ‘sta Francia che non li vuole ci ha proprio scassato!
La discussione si protrasse a lungo e subì tre svolte decisive. La prima avvenne allorché Simone riportò quanto aveva saputo da un non meglio precisato amico di famiglia che faceva il giornalista per un sito web di news locali: “quando la polizia francese li becca oltre Cannes non li può rimandare indietro”.
Era una notizia non ufficiale e non verificabile, ma rappresentava per i ragazzi l’unico appiglio per una soluzione.
Poi venne la seconda svolta, quella impressa da Lorenzo quando, in una sorta di brain-storming, dopo numerosi tentativi inutili aveva postato quella che gli era sembrata una semplice battuta: - Potrei prestargli la mia macchina. Cioè il suv di mio padre, eh eh.
- Ragazzi, - aveva scritto Rebecca - forse quella di Lorenzo non è una cattiva idea.
Fu il sasso nello stagno. Decine di onde concentriche si propagarono attorno a quel primo tonfo che inizialmente aveva suscitato poco più che qualche sorriso. I successivi post furono di questo tenore: mia madre ha una Smart, può andar bene? Mio padre non lascia mai le chiavi in giro ma io so dove tiene quelle di riserva… Noi abbiamo una monovolume a sette posti… io posso metterci il maggiolone di mio fratello e il catorcio di mio nonno…
- Ma siete diventati tutti pazzi? - esordì Francesca. - Non so voi, ma la mia famiglia possiede una sola auto e non possiamo certo darla via!
- Anche noi ne abbiamo una, Franci, e comunque nessuno pensa di regalarla, si tratta solo di un prestito!
- Cosa vuol dire prestito? Come faremo a farcela restituire?
- Ci faremo lasciare la chiave da qualche parte…
- Nella marmitta, - intervenne Davide, - possiamo chiedere a tutti di mettere la chiave lì.
- E poi?
- E poi cosa?
- Come faremo a recuperare le nostre macchine? Voglio dire: dove andremo a cercarle?
- Già, - aggiunse Lisa, - non possiamo mica andare tutti in Francia a chiedere alla gente per strada se hanno visto le nostre macchine!
- Certo che no, - rispose Diego, - ma possiamo chiedere alle persone a cui diamo le chiavi di mandarci un sms con l’indirizzo del punto esatto dove lasciano l’auto… un cellulare ce l’hanno tutti… così poi i nostri genitori potranno recuperarla.
- Ca**o, ragazzi, mio padre mi farà nero.
- E il mio no?
- Credo che dopo avremo tutti quanti una settimana da dimenticare, con castighi e rompimenti vari, ma secondo me ne vale la pena.
- Hai ragione, con quello che passa questa gente, io sono disposta a prendermi anche un paio di schiaffoni per dargli una mano.
- Sono d'accordo, sennò tutto quello che diciamo, solidarietà, carità, sono solo parole.
- E poi oggi Papa Francesco l’ha detto di nuovo: bisogna aiutare i migranti.
- Comunque nessuno ci obbliga. Chi non se la sente… amici come prima. Basta che non spifferi tutto agli adulti! Ok?
- Certo.
- Ok.
- Per me va bene.
- Anche per me.
- Però secondo me non abbiamo abbastanza macchine… ho sentito dire che attualmente i migranti bloccati nella nostra città sono quasi mille!!!
- È vero, ma io, scusate, lo so che avrei dovuto chiederlo prima nel gruppo, ma ne ho parlato con mia cugina Magda di terza media e lei mi ha detto che vuole partecipare con le sue amiche...
- Anche io non sono riuscito a tenermelo e ho postato l’idea di Lorenzo nella chat del gruppo di catechismo… adesso vogliono sapere quando cominciamo...

La terza svolta arrivò in seguito a un post che gelò l’entusiasmo dell’intera comitiva:
- Ciao a tutti, sono Magda di Terza C. Scusate se mi intrometto nel vostro gruppo, ma siccome anche io e la mia classe vorremmo partecipare a questa cosa che state organizzando, credo che bisognerebbe risolvere un problema…
Magda lo chiamò il problema della pelle nera.
La ragazza raccontò che proprio la sera prima, lei e i suoi genitori avevano attraversato la frontiera inosservati e che tante altre auto erano passate come se fossero invisibili sia alla polizia italiana che a quella francese. Solo due macchine erano ferme sul piazzale e venivano controllate accuratamente, con relativa richiesta di documenti. Pelle nera! Magda era sicura al cento per cento che fosse questo il motivo per cui venivano richiesti i documenti a quelle persone: avevano la pelle nera. Una calamita per gli occhi delle guardie. E quella calamita se la portavano addosso la maggior parte dei migranti bloccati a Ventimiglia.
- Per questo motivo, anche se riescono a passare, vengono individuati facilmente e respinti in Italia.

Dunque quello era un problema che bisognava risolvere. Qualsiasi automobile con a bordo quattro/cinque persone di pelle scura non sarebbe passata inosservata, neanche se avesse percorso strade e valichi poco battuti. Come uscire dall'impasse?
Trascorsero un paio di giorni durante i quali le chat sul tema si affievolirono fino quasi a spegnersi del tutto. I ragazzi sembravano aver perso interesse per l'argomento e tornarono alle loro tematiche di conversazione abituali. Poi una sera, quando tutto sembrava ormai dimenticato, un laconico messaggio di Federica ebbe la stessa sorprendente irruenza dell’Eureka di Archimede: - Halloween! Le maschere!!!
Quella sera i cellulari dei ragazzi continuarono a vibrare fino a notte fonda; il fitto e luminoso andirivieni di messaggi che si susseguivano nelle chat trapelava attraverso i piumoni e rischiarava il buio delle camerette. In una manciata di minuti si era formato un unico grande gruppo di discussione i cui componenti appartenevano ormai a tutte le classi del triennio della scuola media "Umberto Eco".
Intorno alle quattro del mattino, i ragazzi potevano contare su un parco macchine di almeno 200 veicoli e si trovarono d'accordo sulla necessità di preparare dei kit da distribuire ai migranti. Ciascun kit consisteva in un semplice sacchetto di plastica contenente:
a) la chiave di un’automobile disponibile
b) una mappa di Ventimiglia utile per trovare la suddetta macchina
c) indicazioni di strade secondarie e valichi abbandonati per raggiungere alcune città francesi ritenute sicure
d) cinque maschere in lattice-gomma
d) un foglio con un messaggio di istruzioni dettagliate in inglese, francese e arabo (tradotte via Google)
Ogni messaggio si concludeva con un fantasmagorico "Buon Halloween a tutti!"




- 5 -
Fréjus, notte di Halloween.

Gandhi fermò la macchina in una stradina laterale di
rue de Gaulle. Erano in territorio francese, a più di cento chilometri oltre la frontiera. Un gruppetto di persone travestite da zombie veniva verso di loro. Quando passarono accanto alla macchina alcune di esse si avvicinarono ai finestrini urlando e gesticolando minacciosamente. Avevano i vestiti inzuppati di sangue finto. I volti attraversati da vistose cicatrici e orrende tumefazioni.
Il piccolo Einstein si aggrappò al collo di suo padre e nascose la faccia. Madre Teresa prese ad accarezzargli la schiena e a parlargli pacatamente, cercando di rassicurarlo.
- Crazy people! No fear. No paura, bambino, - ripeteva Gandhi, mentre rivolgeva i pollici alzati agli zombie, fingendo apprezzamento.
Marylin comprese l'intento del gesto e lo imitò. In pochi istanti i morti viventi si dileguarono e nella strada tornò il silenzio.
- Ok, bienvenu en France! - fece Gandhi aprendo la portiera.
Quando furono scesi tutti, ci fu un breve scambio di saluti. Il bambino saltellava ripetendo "pipì, pipì". I genitori lo presero per mano e si allontanarono in direzione della stazione ferroviaria. Gandhi chiuse le portiere dell’auto e si chinò a riporre la chiave nella marmitta. Estrasse il cellulare  e inviò un sms  al ragazzino che gli aveva consegnato il kit. Poi si avviò verso l'autostrada, per lui il viaggio era ancora molto lungo.
Marylin si ritrovò sola. Avrebbe incontrato le sue cugine alle prime luci del mattino, a poca distanza da lì. La ragazza si sfilò la maschera. La sensazione dell’aria fresca sulla faccia le fece dimenticare per qualche istante il dolore delle ferite sulla schiena. Era il primo giorno di novembre. Le avevano raccontato che in Francia era un mese piovoso e freddo e sperò che questo l’avrebbe aiutata a guarire. Rivolse lo sguardo al cielo. Era nuvoloso, ma la notte sembrava già meno buia. Chiuse gli occhi e inspirò profondamente. L'alba sarebbe arrivata presto.

Enzo Iorio


28 ott 2016

"La maschera della libertà", in arrivo ad Halloween

Coming soon...



Esce ad Halloween "La maschera della libertà", il nuovo racconto di Enzo Iorio


Nella chat della scuola media di Ventimiglia appaiono strani messaggi e mille migranti spariscono nel nulla... Presto on line "La maschera della libertà", un racconto per il web.


"Erano spariti tutti. Dalla sera alla mattina.
Dei 975 migranti che affollavano il centro di accoglienza di Ventimiglia fino al giorno prima, non ce n’era neanche più uno.
Le autorità, che nelle comunicazioni informali tra di loro definivano senza mezzi termini l’evento sconvolgente e misterioso, in attesa di trovare spiegazioni plausibili da dare in pasto ai media, avevano provveduto a sbarrare i cancelli della struttura di accoglienza e avevano sguinzagliato un paio di funzionari per tenere a bada i giornalisti con informazioni di prammatica.
Fuori dal cancello, il cronista di un network nazionale, collegato in diretta con lo studio centrale, fissò meglio l'auricolare che lo teneva in contatto con la redazione e si rivolse alla telecamera..."

Inizia così "La maschera della libertà", il nuovo racconto di Enzo Iorio.
Dopo il successo de "L'ultimo passeur", l'autore ventimigliese torna dunque sul tema dei migranti con un racconto ironico e a tratti grottesco, per invitarci a riflettere su un'amara verità.
Scritto per il web, sarà pubblicato ad Halloween sul suo blog e su alcuni dei maggiori news sites del Ponente ligure.

30 ago 2016

Italo Calvino, la leggerezza

"Prendete la vita con leggerezza...



"Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore".
Italo Calvino

15 ago 2016

UN FERRAGOSTO SPECIALE

Un breve racconto estivo, ambientato in Liguria, per sensibilizzare turisti e residenti verso un utilizzo più civile delle nostre spiagge.


UN FERRAGOSTO SPECIALE

— Tu quanti ne hai fatti fuori? — chiese Alì, undici anni e mezzo, promosso in seconda media con una sfilza di 7.
— Ne ho ammazzati venti solo stamattina, — rispose Kevin, dodici anni, media del 6.
— Dai Kevin, conti un sacco di musse. Non ci credo!
— Ah, non ci credi Alì? Allora guarda qui. Toh, cosa c'è scritto qui? Sai leggere? — fece Kevin piantandogli il cellulare a due centimetri dal naso.
— Belin, venti! — fece Alì arretrando un po' il capo per mettere meglio a fuoco il display.
— Bravo Alì, vedo che sai leggere bene i numeri, adesso vedi un po' se ti riesce di leggere anche le lettere! 
Fece un paio di tap sullo schermo del telefonino e apparve una lunga lista di icone che rappresentavano i mostri catturati ed eliminati. Accanto a ogni disegnino compariva un nome.
Alì cominciò a snocciolare quegli strani nomi ad alta voce e ogni volta emetteva un UAO di ammirazione e sorpresa verso le imprese dell’amico. 
A un certo punto cacciò un urlo:

11 ago 2016

Non mettetemi accanto a chi...


"Non mettetemi accanto a chi si lamenta senza mai alzare lo sguardo, a chi non sa dire grazie, a chi non sa accorgersi più di un tramonto.
Chiudo gli occhi, mi scosto di un passo. 
Sono altro. 
Sono altrove..."
- Alda Merini

10 agosto, un solo desiderio!

Stelle cadenti da record tra l'11 e il 12 agosto.



Quest'anno stelle cadenti da record: secondo le previsioni le Perseidi, note anche come stelle di San Lorenzo, saranno le più spettacolari degli ultimi sette anni. L'ultima pioggia così intensa e brillante, come quella prevista nel picco tra l'11 e il 12 agosto, come rileva la Nasa, si era verificata infatti nel 2009. Inoltre a rendere lo spettacolo astronomico ancora più suggestivo, c'è anche una insolita 'sfilata' di ben 5 pianeti.
10 agosto, un solo desiderio: Basta guerre!

La storia di Oscar commuove i lettori e diventa un Giveaway

È on-line il primo Giveaway su Oscar. Si vince un libro. 

Giunto al 24esimo capitolo, il romanzo di Enzo Iorio “La vera storia di Oscar Rafone” è entrato nel cuore della narrazione e promette appassionanti sviluppi. Le vicende di Oscar, un tredicenne che scappa di casa e si rifugia in una villa abbandonata in cui farà un incontro che gli cambierà la vita, sono pubblicate a puntate ogni settimana su SanremoNews e coinvolgono migliaia di lettori.
“Incontro gente per strada che mi chiede come andrà avanti la storia”, dice Iorio. “Chi non ha resistito alla curiosità ed è corso a comprare il libro vuole sapere se ci sarà un seguito e cosa farà Oscar quando sarà grande. Sono felice che il protagonista del romanzo sia così coinvolgente e spero che questo aiuti soprattutto a riflettere sul destino che accomuna troppi adolescenti. Penso ai tanti ragazzi che non riescono a comunicare con i genitori e che si sentono, a torto o a ragione, espulsi dalla famiglia.”
Per premiare la fedeltà dei lettori on line, Enzo Iorio lancia su Facebook una serie di Giveaway legati alla lettura del suo romanzo. Il primo, incentrato sul capitolo 24, è “Cambia il titolo e vinci!”.
Per partecipare basta leggere il capitolo in questione e pensare a un titolo alternativo da proporre su Facebook. Vincerà il titolo che alle 23.59 del 13 agosto avrà raccolto più Mi piace. In premio una copia cartacea del libro, firmata dall’autore, più un segnalibro.
Istruzioni in dettaglio qui:
https://www.facebook.com/events/1171000606295528/
Il capitolo 24 è qui:
http://www.sanremonews.it/2016/08/07/leggi-notizia/argomenti/la-vera-storia-di-oscar-rafone/articolo/la-vera-storia-di-oscar-rafone-tu-sarai-felice-cap24.html

"La vera storia di Oscar Rafone", romanzo di Enzo Iorio

Le vicende di Oscar, un tredicenne che scappa di casa e si rifugia in una villa abbandonata in cui farà un incontro che gli cambierà la vita.



Leggi la prima pagina:

È stata Laura a chiedermi di scrivere.
— Nessuno ti darà un voto e nessuno correggerà quello che scrivi, — mi ha detto.
Eravamo in giardino, seduti sotto il pino. Lei teneva sulle ginocchia un vecchio computer portatile.
— Se vuoi, puoi usare carta e penna, altrimenti puoi scrivere con questo.
— Che bello, funziona a vapore?
— Non ti azzardare a prendere in giro il mio primo notebook, sai! 
Scherziamo molto io e Laura. Da quando sono qui in struttura — oggi fa una settimana — è l'unica persona che mi fa sentire a mio agio. Sarà perché ha solo una decina di anni più di me o perché non mi tratta come un ragazzino nei guai, come tutti gli altri. Be', lo so che cercano di essere gentili e di aiutarmi, ma questo mi fa sentire ancora peggio. È come quando stai in porta e ti fai segnare un goal stupido; se qualcuno prova a consolarti ti ferisce di più. Invece è meglio quando ti dicono Ok, è andata: uno a zero, palla al centro. Capisci che non ti stanno trattando come uno scemo, che purtroppo è andata così e che nessuno, probabilmente, avrebbe potuto fare diversamente. Insomma, fa parte della vita prendere un goal così ogni tanto. 
— Non so cosa scrivere, — dissi serio.
— Allora scrivi questo.
— Cosa?
— Scrivi: "Non so cosa scrivere". E poi spieghi perché. Ti fa schifo scrivere? Scrivilo. Vorresti fare qualcos'altro invece di scrivere? Scrivilo. Aggiungi cosa provi, come ti senti, cosa sogni, come respiri, chi odi, chi ami.
— Io non amo nessuno, — dissi.
Lei mi guardò in silenzio, con un occhio chiuso e la testa un po' inclinata di lato.
— Scrivilo! — la precedetti cercando di imitare l'intonazione che aveva usato lei.
— Già!
Ero pigro, ma sapevo che se lo avessi detto ad alta voce lei mi avrebbe risposto di mettere nero su bianco pure quello. 

01 lug 2016

Leggere aiuta!

"L'ultimo passeur" diventa uno spettacolo teatrale itinerante. Nel corso delle serate, il libro sarà messo in vendita a prezzo ridotto e il ricavato sarà interamente devoluto al centro Caritas di Ventimiglia. 

Stiamo assistendo purtroppo a un'impennata di richieste di aiuto da parte di persone in stato di necessità. Molti sono migranti in transito, ma anche le famiglie italiane che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena sono sempre di più e spesso è solo grazie alle associazioni di volontariato che riescono a procurarsi un paio di scarpe usate o un pacco di pannolini. 
Dare un piccolo contributo a queste associazioni per aiutarle a gestire questa drammatica situazione è il minimo che possiamo fare. 
Insomma: anche leggere aiuta!
Enzo Iorio

30 giu 2016

"L'ultimo passeur" va in scena a Vallecrosia

L'iniziativa, organizzata dal CPIA di Ventimiglia in collaborazione con l'assessorato alla cultura del Comune di Vallecrosia, avrà anche una finalità benefica.

"Leggere aiuta!". Sarà all'insegna di questo slogan che la sala polivalente del Comune di Vallecrosia ospiterà venerdì 1º luglio alle ore 21 lo spettacolo "L'ultimo passeur", tratto dall'omonimo romanzo di Enzo Iorio.
L'iniziativa, organizzata dal CPIA di Ventimiglia in collaborazione con l'assessorato alla cultura del Comune di Vallecrosia, avrà infatti anche una finalità benefica: nel corso della serata, per volontà dell'autore, il libro sarà messo in vendita a prezzo ridotto e il ricavato sarà interamente devoluto al centro Caritas della Città di confine. "Stiamo assistendo purtroppo a un'impennata di richieste di aiuto da parte di persone in stato di necessità" dice Iorio. "Molti sono migranti in transito" continua, "ma anche le famiglie italiane che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena sono sempre di più e spesso è solo grazie alle associazioni di volontariato che riescono a procurarsi un paio di scarpe usate o un pacco di pannolini. Dare un piccolo contributo a queste associazioni per aiutarle a gestire questa drammatica situazione è il minimo che possiamo fare". Poi conclude: "Insomma: anche leggere aiuta!".

Il romanzo di Enzo Iorio, uscito nel 2015 e distribuito sia nelle librerie tradizionali che nei bookstore on line, è alla sua seconda ristampa.
Acclamato da alcuni come il primo esempio di "social noir", affronta un tema di grande attualità e molto vicino a noi: il traffico clandestino di migranti attraverso la frontiera tra Italia e Francia. La storia, raccontata con uno stile asciutto e incalzante, vede avvicendarsi una ridda di personaggi che, seppure molto diversi tra loro, sembrano accomunati da uno stesso destino. L'amore, la disperazione, la paura, la speranza, sono i tratti caratteristici di questa storia che si dipana come un giallo ma sa scaldare il cuore come un romanzo classico.
A portare in scena lo spettacolo è una compagnia composta da attrici e attori non professionisti: Paola Bruno, Jacopo Colomba, Diego D'Ambrosio, Marialuisa Ferrara, Andrea Iorio, Elia Marchesi, Simona Paoli. Partecipano, nell'interpretazione di se stessi, alcuni allievi dei corsi di italiano per stranieri del Centro di Istruzione per gli Adulti di Ventimiglia: Sadaqat Ali, Mohamed Habib, Mehedi Islam, Haly Keita, Youssef Mohamed, Shahzad Mushtaq.
Il musicista Paolo Lizzadro cura la parte musicale, mentre la regia è affidata a Giulio Castellano.

Appuntamento quindi a Venerdì 1º luglio, ore 21, alla Sala Polivalente di Vallecrosia, in via Colombo.

17 mag 2016

"L'ultimo passeur" al CPIA di Ventimiglia, una serata all'insegna di emozioni e solidarietà.

Applausi a scena aperta per il cast che ha portato sul palco venerdì sera alcuni estratti de "L'ultimo passeur", romanzo noir di Enzo Iorio.


Il commento che forse meglio caratterizza l'esito della serata è quello rilasciato al termine dello spettacolo dalla signora Stefania, una arzilla novantatreenne: "Ci sarebbe bisogno di più iniziative come questa, perché aiutano la gente a capire bene il dramma che si sta svolgendo intorno a noi; non si finisce mai di imparare quanta sofferenza si portano dentro queste persone".


Il riferimento è soprattutto a quei frammenti di biografie personali letti dalla viva voce degli alunni dei corsi di Italiano per stranieri del CPIA di Ventimiglia, che sono stati inseriti all'inizio dello spettacolo per avvicinare emotivamente il pubblico al tema trattato dal romanzo. Le voci di Sadaqat, Mohamed, Haly, Mehedi, Youssef, Shahzad, hanno raccontato, sullo sfondo sonoro di un lieve tappeto di percussioni curato da Paolo Lizzadro, il loro lungo viaggio verso la speranza. Poi sul palco è stata la volta di Giulio Castellano (anche regista della pièce) e Diego D'Ambrosio, che hanno interpretato un giornalista e un politico che attraverso una breve intervista forniscono alla platea le informazioni chiave per inquadrare i violenti fatti di cronaca narrati ne "L'ultimo passeur". Un brano musicale di Lizzadro, tratto dal suo recente album "Và t'aiout", ha preparato l'arrivo in scena di Elia MarchesiAndrea Iorio e Simona Paoli, nei panni di tre vivaci bulli adolescenti che si contendono il primato delle peggiori battute a sfondo razzista nei confronti dei migranti. Ancora Lizzadro, e poi in scena Emilia Di Pippo, che ha interpretato l'indimenticabile Alisha del romanzo, giovane donna incinta che deve oltrepassare la frontiera tra Italia e Francia per raggiungere il padre del bambino che sta per nascere. Voce narrante dello spettacolo: Marialuisa Ferrara.


"Siamo tutti molto soddisfatti della riuscita di questo progetto che, nel giro di poche settimane, è cresciuto fino a coinvolgere una quindicina di persone" - dice Enzo Iorio. "Il pubblico ha apprezzato molto lo spettacolo e ci è stato chiesto di replicarlo in alcuni comuni della zona. Ne siamo lusingati e ci stiamo pensando. Intanto ci godiamo la notizia che lo scopo benefico con cui era stata ideata questa serata è stato raggiunto: la vendita del libro "L'ultimo passeur", al termine dello spettacolo, ha prodotto una discreta somma che è stata interamente devoluta al Centro Caritas di Ventimiglia". 

12 mag 2016

"L'ultimo passeur" va in scena al CPIA

Ventimiglia: al Centro per l'Istruzione degli Adulti lo spettacolo tratto da 'L'ultimo passeur'.


Venerdì 13 maggio, alle ore 20, presso il Centro per l'Istruzione degli Adulti di Ventimiglia, per la rassegna "Teatro al CPIA", andrà in scena lo spettacolo "L'ultimo passeur", tratto dal romanzo omonimo di Enzo Iorio.

Ambientato nei territori di confine tra Italia e Francia, il "noir" di Iorio racconta una vicenda di migranti clandestini, una parte di quella moltitudine che cerca un varco per sfuggire alla miseria, alle guerre e all’odio. Sono uomini e donne che giungono qui da molto lontano, da soli o in piccoli gruppi, dopo aver oltrepassato mari, deserti, montagne. Sebbene parlino lingue diverse, conoscono perfettamente una parola italiana, un nome: Il Capo. È il loro contatto, l‘unico riferimento, colui che li aiuterà a passare la frontiera. Ma ombre lugubri sono in agguato sui sentieri della speranza.

"Abbiamo tratto dal romanzo solo alcune scene significative - dice Iorio - e le portiamo sul palco senza svelare l'epilogo della vicenda che, essendo un noir, propone al lettore diversi colpi di scena e un finale a sorpresa che vanno assaporati principalmente attraverso le pagine del libro. La serata, grazie alla collaborazione della Caritas di Ventimiglia, avrà anche uno scopo benefico e per questo, insieme al regista Giulio Castellano e al musicista Paolo Lizzadro abbiamo cercato di costruire un percorso narrativo e sonoro fatto di atmosfere, di evocazione e di riflessione su un tema epocale che, volenti o nolenti, ci coinvolge tutti”.

A interpretare alcuni personaggi chiave de "L'ultimo passeur", sarà una compagnia formata da attori non professionisti: Emilia Di Pippo, Diego D'Ambrosio, Giulio Castellano, Andrea Iorio, Elia Marchesi, Simona Paoli, Marialuisa Ferrara. Sul palco, nell'interpretazione di se stessi con frammenti delle proprie biografie, anche alcuni allievi dei corsi di italiano per stranieri del CPIA di Ventimiglia: Sadaqat Ali, Mohamed Habib, Mehedi Islam, Haly Keita, Youssef Mohamed, Shahzad Mushtaq.

Lo spettacolo è a ingresso libero. Nel corso della serata sarà possibile acquistare il libro di Enzo Iorio a prezzo speciale e il ricavato sarà interamente devoluto al Centro Caritas di Ventimiglia, in prima linea nell'affrontare l'emergenza migranti che sta interessando la nostra zona. "L'ultimo passeur" andrà in scena nell'Aula Magna di Via Roma, 61  - presso le scuole medie "Biancheri" - a Ventimiglia.

27 apr 2016

Migranti, il romanzo di Enzo Iorio "L'ultimo passeur" spunto di riflessione per i ragazzi.

Giovedì 28 aprile, alla scuola media di Vallecrosia, l'incontro conclusivo del laboratorio sviluppato da insegnanti e alunni sul tema delle migrazioni.
Spunto per la riflessione, il romanzo di Enzo Iorio "L'ultimo passeur".


È l'argomento più discusso, il tema sul quale si dibatte dappertutto, al bar dello sport come nelle conferenze blasonate, in famiglia come nei consessi politici internazionali. Con posizioni talvolta radicali, a volte concilianti, in molti casi moderate, spesso estreme. Ma come la pensano gli adolescenti, gli adulti di domani, quando ne parlano tra di loro, quando riflettono ad alta voce fra compagni di classe sul dramma epocale che sta interessando migliaia di individui in fuga da guerre, sofferenze e povertà e contemporaneamente sta scuotendo le fondamenta stesse del sogno europeo?

Saranno i ragazzi della scuola media dell'Istituto Comprensivo "Andrea Doria" di Vallecrosia, diretto dalla dottoressa Silvia Colombo, a raccontarlo giovedì con le loro parole, ma anche attraverso disegni, fumetti, poesie e pensieri scritti.
L'interessante iniziativa, che ha lo scopo di promuovere il dialogo, la collaborazione, la riflessione e la consapevolezza, coinvolge due numerosi gruppi di ragazze e ragazzi provenienti da diverse classi dell'istituto e coordinati dalle professoresse Franca Martino e Mariella Prestileo, docenti di lettere con lunghi anni di insegnamento alle spalle. Ogni anno gli alunni sono guidati a lavorare e confrontarsi su temi di riflessione comune e quest'anno il dramma dei migranti si è imposto con maggiore importanza all'interesse delle classi.
A fare da spunto al percorso didattico sviluppato dalle insegnanti è stata la lettura in classe di alcuni brani del romanzo di Enzo Iorio "L'ultimo passeur", che narra una vicenda di passeur e clandestini ambientata al confine tra Italia e Francia. Il libro parla di una realtà molto vicina agli alunni sia dal punto di vista anagrafico, visto che alcuni personaggi della storia hanno appena qualche anno più di loro, sia dal punto di vista geografico, dato che i luoghi in cui si svolge la vicenda sono quelli della nostra zona. Due aspetti non trascurabili nella scelta di un testo da proporre ai ragazzi, in quanto consente un maggior coinvolgimento e una più agevole comprensione delle dinamiche narrative.

"La nostra scuola ha maturato una cospicua esperienza nel lavoro a classi aperte, un approccio didattico che dà modo ai ragazzi, una volta a settimana, di confrontarsi e collaborare con altri coetanei, andando oltre il ristretto ambito della propria classe di appartenenza" dice la professoressa Prestileo. "Bisogna dare ai ragazzi la possibilità di esprimersi, di far emergere le loro preoccupazioni, e di dialogare con i compagni", aggiunge la professoressa Martino. "Il lavoro a classi aperte privilegia questo tipo di interazione e, pur richiedendo agli insegnanti più impegno nel coordinare e orientare l'esuberanza degli adolescenti, dà grandi soddisfazioni sul piano pedagogico".

Giovedì, presso l'aula magna dell'Istituto, in via San Rocco a Vallecrosia, si terrà l'incontro conclusivo del laboratorio, durante il quale gli alunni si scambieranno le loro produzioni e al quale prenderà parte anche l'autore del romanzo.

04 apr 2016

"Il racconto di Enzo Iorio nei disegni dei bambini di Piossasco"

Due bambini che si scambiano un tenero bacio protetti dagli alberi del bosco di San Romolo...



Una bambina dai capelli rossi affacciata sulle onde minacciose del mare di Sanremo; due bambini che si scambiano un tenero bacio protetti dagli alberi del bosco di San Romolo.
Sono alcuni dei disegni realizzati dagli alunni della scuola elementare “G. Ungaretti” dell’Istituto Comprensivo di Piossasco (TO), per illustrare la storia di Myriam e Remo, i due protagonisti di Goccia del mare, il racconto di Enzo Iorio ambientato a Sanremo nel 1940, nella cupa atmosfera delle leggi razziali.
Leggi la notizia completa su SanremoNews, Riviera24.
Guarda altri disegni su 20miglia.com


Acquista l'eBook su Amazon

oppure contatta l'autore.

27 feb 2016

Enzo Iorio, un romanzo a puntate su SanremoNews

"La vera storia di Oscar Rafone" sarà pubblicata ogni domenica a puntate sul Quotidiano online della provincia di Imperia. 



24 feb 2016

Enzo Iorio su Amazon

La pagina di Amazon dedicata ai libri di Enzo Iorio.

Biografia, schede bibliografiche, informazioni e aggiornamenti sui libri di Enzo Iorio.


19 feb 2016

Non leggete...

Non leggete come fanno i bambini per divertirvi o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.
[Gustave Flaubert]

Il volo

Ventimiglia. © Enzo Iorio

10 feb 2016

Italo Svevo in 100 secondi, by Max Pezzali.

Max Pezzali riassume in 100 secondi la biografia e l'opera letteraria di Italo Svevo (Aron Hector Schmitz - Trieste, 1861 – Motta di Livenza, 1928).



02 feb 2016

25 gen 2016

Giorno della Memoria, "Goccia del mare" è in regalo

In occasione del Giorno della Memoria 2016, il libro sarà scaricabile gratis.


Solo per mercoledì 27 gennaio 2016, in occasione del Giorno della Memoria, il libro sarà scaricabile gratis su Lulu.com, mentre su tutti gli altri siti rimane in vendita al prezzo di 2,99 €.

L'eBook è disponibile sia in PDF che in ePub.
"Goccia del mare" è un racconto ambientato nel 1940, a pochi giorni dalla dichiarazione di guerra dell'Italia alla Francia.
Sullo sfondo delle leggi razziali, nasce una delicata e intensa amicizia tra due bambini di nove anni: Remo e Myriam. Lui è un piccolo balilla di Sanremo, città vicina al confine con la Francia, lei arriva da Roma, con una valigetta rossa dalla quale non si separa mai... Il precipitare degli eventi porterà i due bambini a dover scegliere la strada migliore per il loro destino.
La storia è narrata con un linguaggio semplice e diretto, e si presta alla lettura in classe sia per i riferimenti storici che per le riflessioni che innesca.


19 gen 2016

"GOCCIA DEL MARE", racconto di Enzo Iorio

Sanremo, 1940. Tra due bambini di nove anni, Remo e Myriam, nasce una delicata e intensa amicizia sullo sfondo della cupa atmosfera delle leggi razziali. Un giorno, durante una adunata nei prati di San Romolo, il destino dei due bambini subirà un'improvvisa svolta...

Il libro è disponibile in versione ePub, PDF, ecc. per eBook Kindle, Kobo, PC, tablet, smartphone.
Acquistalo qui: 
Oppure contattami.

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05 gen 2016

L'ultimo passeur

«Ogni uomo ha diritto di volare»
Una storia di passeur, di esseri umani disperati, di sogni traditi, di corpi massacrati nel buio, di adolescenza deviata, ma anche una storia di amore e di speranza.



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04 gen 2016

"La vera storia di Oscar Rafone", romanzo di Enzo Iorio


Chi è Oscar?
Oscar è un ragazzo di tredici anni.
Ha perso la madre a sei anni, appena in tempo per affezionarsi a lei e alle storie che gli leggeva la sera prima di dormire.
Gli è rimasto il padre, un tipo violento e irascibile, che forse gli vuole bene ma non sa dimostrarlo...
Oscar ha anche un cane, un rottweiler di nome Wrestler, l'unico che lo "capisce" e condivide con lui colazione, pranzo e cena...
Poi un giorno arriva Zamina, una ragazza Rom, poco più grande di lui, spregiudicata e scaltra, che gli cura le ferite e lo aiuta a guardarsi dentro. I due ragazzi, nascosti in una casa abbandonata, si divideranno una manciata di felicità.
Ma un grosso furto a scuola complica le cose e il destino è di nuovo pronto a fare la sua parte...

La vera storia di Oscar Rafone - Enzo Iorio Leggi le prime pagine del romanzo:

Dicono di Oscar:
"Gli eterni conflitti genitori figli, soprattutto nell'età più difficile, la pubertà, nel passaggio cruciale alla condizione adulta. Il ragazzo tredicenne protagonista della ribellione alla famiglia, ai conformismi alle consuetudini quotidiane di una realtà che gli va stretta, cerca riscatto nella dimensione della fuga e dell'avventura, in un travaglio di crescita alla ricerca di un ruolo e di stabilità identitaria." - (Giovanni LOSSI, ilmiolibro.it)
"Scrittura scorrevole, storia introspettiva e accattivante.  Oscar ripercorre le tappe della sua vita, a partire dall'infanzia, dalle fiabe lette da sua madre, quand'era bambino.
Dialoghi immediati e assolutamente credibili. Efficaci le pagine riflessive." - (Laura VERONI, ilmiolibro.it)


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